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La musica nel mondo antico: origini e curiosità

Quando si pensa alla musica al giorno d'oggi facciamo riferimento ai cantanti di musica di leggera senza mai pensare alle origini a come si sia arrivati a questi nuovi generi.

Fermarsi a questa visione ci rende ciechi di fronte alla vastissima storia musicale che ha preceduto ciò che conosciamo e viviamo oggi.


Le origini della musica e degli strumenti musicali sono più antiche di quanto possiamo immaginare, andando indietro nel tempo troviamo i grandi come Mozart e Beethoven ma la musica pianta le proprie radici ancora più nel passato.

Le prime testimonianze che raccogliamo riguardo a quest'arte risalgono infatti al 60.000 a.C.

Oggi faremo un vero e proprio salto nel passato avvicinandoci e conoscendo la storia degli strumenti musicali fin da prima della nascita delle prime civiltà.


La musica infatti non è sempre stata utilizzata come passatempo ma era applicata ai riti, all'accoppiamento e addirittura nello sviluppo del linguaggio.


INDICE:


L'uomo e la musica nel mondo antico

Se andiamo a indagare sulla musica agli albori della civiltà umana noteremo sicuramente che il concetto di "Musica" non è esattamente quello che ci aspetteremmo.

All'inizio infatti la prima fonte "musicale" era proprio la voce umana.

Si pensa infatti che la musica sia andata di pari passo con il linguaggio e la parola per moltissimo tempo, lo sviluppo di "parole tonali" e altri "effetti" come fischi, schiocchi e bisbigli.

Perché parliamo di musica vi chiederete?

Perché assieme a tutti questi effetti sonori naturali era presente un accompagnamento ritmico che ha origini proprio dal corpo umano.

I primi veri e propri strumenti non sono stati altro che il corpo, i sassi, i bastoncini e i corni.

Era definibile strumento qualsiasi cora che producesse un suono se percosso o soffiato.


Solo successivamente si arriverà, attorno al 35.000 a.C. a oggetti definibili dei veri e propri strumenti come dei "flauti" scavati nelle ossa degli animali (scoperti grazie alle pitture rupestri e ai resti dello strumento stesso).

Era presente un'unica categoria di strumenti musicali ovvero gli "idiofoni", questi erano strumenti composti da qualsiasi materiale risonante, parliamo di una gamma che parte dal comune tamburo passando per il sonaglio e arrivando a veri e propri strumenti a pizzico come l'arpa ebraica.


Inizialmente gli strumenti a fiato erano composti da ossa cave, conchiglie, canne di bambù o legni e potevano essere suonati attraverso la bocca o il naso e aprendo e chiudendo le dita per variare l'intonazione (ancora scarsa).


L'utilità della musica era molteplice e più si andava avanti con gli anni più assumeva scopi.

Il primo di tutti era il suo ruolo spirituale e di accompagnamento dei riti, per gli uomini primitivi era essenziale all'interno delle celebrazioni.

I riti in cui la musica era più diffusa erano quelli che precedevano le battute di caccia per augurare il successo ai cacciatori e il rito che metteva in comunicazione i vivi con gli spiriti, in quest'ultimo era fondamentale la presenza dello sciamano che era l'intermediario, esso univa ritmo, parole/melodie e danza in una combinazione perfetta.

Lo sciamano era spesso impiegato nei riti di guarigione accompagnati sempre dal canto.

Un'altra origine che viene data alla musica è quella dell'accoppiamento, i primitivi, vedendo gli animale accoppiarsi mentre cantavano o facevano versi, avevano iniziato ad imitarli per lo stesso identico fine.


Ovviamente con l'avanzare degli anni vengono scoperti nuovi materiali e gli strumenti aumentano di qualità e soprattutto di tipologia come i corni curvi in bronzo o l'arpa e la lira.


La culla della musica

Come detto precedentemente la musica nell'antichità ha sempre assunto soprattutto un ruolo religioso e di accompagnamento dei riti.

Questa pratica è stata portata avanti per numerosi millenni. Abbiamo testimonianze soprattutto per quando riguarda i sumeri specialmente nella città stato di Ur.

Il canto era una pratica molto diffusa e fondamentale durante le cerimonie e molto spesso era accompagnato dal suono della lira sumera le cui le più pregevoli sono arrivate fino a noi: esse sono considerate i primi strumenti a corda della storia.

Altri strumenti molto diffusi erano le arpe e le percussioni di molteplici tipi, la più comune a quell'epoca era il sistro, strumento in metallo da scuotere.

Successivamente, con l'avvento degli assiri si arriverà a un tipo di musica più legata all'intrattenimento, infatti era una disciplina molto presente alle corti dei re che mantenevano dei veri e propri cori e orchestre.

La musica ha iniziato poi ad accompagnare anche le campagne assire dell'esercito usando tamburi e trombe usate anche per accompagnare ordini e manovre.

Erano presenti delle vere e proprie scuole di musica infatti il musicista iniziò a essere considerato come un vero e proprio mestiere di valore estremamente elevato.


La musica si diffuse molto rapidamente trovando la sua culla in tutta la Mesopotamia arrivando anche in Egitto dove era impiegata nelle cerimonie di adorazione degli dei.

Addirittura gli strumenti venivano associati alle divinità come ad esempio Osiride, il sigliore dell'oltretomba ma anche del "sistro" oppure Bes che veniva rappresentato molte volte con arpe e lire.

Il ruolo di musicista era di estremo prestigio e molte volte le cantanti abbinavano le loro abilità musicali con la danza.

Gli strumenti erano molto simili a quelli visti in precedenza ma alcuni si sono evoluti arrivando a dimensioni di 2 metri di altezza nel caso dell'arpa.


Ben presto la musica arrivò anche nei paesi asiatici come l'India e la Cina, questi popoli inventarono nuovi strumenti come il ravanatha, strumento ad arco dedicato al re indiano Ravana, e campane e litofoni, strumenti tipici cinesi composti da numerose lastre di pietra che venivano percosse.

In Cina si sviluppa anche una prima forma di organo, lo sheng, esso era uno strumento a fiato composto dalle canne di bambù.


La musica in Grecia

La musica nell'antica Grecia rappresentava uno degli elementi fondamentali della vita culturale, religiosa e sociale. Per i Greci, la musica non era soltanto un'arte destinata all'intrattenimento, ma uno strumento capace di educare, trasmettere valori e accompagnare le principali cerimonie pubbliche e private. Filosofi come Platone e Aristotele attribuivano alla musica un'importanza decisiva nella formazione del carattere e dell'equilibrio dell'individuo.


Il legame tra musica e tragedia greca

Uno degli ambiti in cui la musica assumeva un ruolo centrale era la tragedia greca. Le rappresentazioni teatrali, dedicate soprattutto al dio Dioniso, univano recitazione, poesia, danza e musica in un'unica esperienza artistica. Il coro, elemento distintivo della tragedia, intonava canti che commentavano gli eventi della narrazione, esprimevano emozioni collettive e contribuivano a creare un forte coinvolgimento del pubblico.

Le melodie accompagnavano i momenti più intensi della rappresentazione, sottolineando il dramma dei protagonisti e rafforzando il significato simbolico delle scene. Sebbene gran parte della musica originale sia andata perduta, le fonti storiche confermano che il rapporto tra parola e suono era essenziale nella costruzione dell'opera teatrale.


Gli strumenti musicali dell'antica Grecia

Gli strumenti musicali greci erano numerosi e venivano impiegati in contesti diversi, dalle celebrazioni religiose agli spettacoli teatrali.

Tra i più conosciuti troviamo:

  • Lira, simbolo di armonia e associata al dio Apollo, utilizzata nell'educazione e nella poesia.

  • Kithara, una versione più grande e professionale della lira, suonata da musicisti esperti durante gare e cerimonie.

  • Aulos, uno strumento a fiato con doppia canna dal suono intenso, frequentemente impiegato nelle tragedie, nei riti religiosi e nelle competizioni atletiche.

  • Siringa, conosciuta anche come flauto di Pan, composta da canne di diversa lunghezza e legata al mondo pastorale.

  • Tamburi e strumenti a percussione, utilizzati soprattutto nelle feste dedicate a Dioniso e nei riti religiosi.

Questi strumenti contribuivano a creare atmosfere differenti, accompagnando il canto, la danza e la recitazione in una perfetta fusione tra musica e spettacolo.

Ancora oggi, lo studio della musica antica greca offre preziose informazioni sull'origine della teoria musicale occidentale e sul profondo rapporto che le antiche civiltà instauravano tra arte, filosofia e vita quotidiana.


Strumenti tipici

La storia degli strumenti musicali affonda le sue radici nella Preistoria. Le prime testimonianze archeologiche dimostrano che già decine di migliaia di anni fa l'uomo costruiva strumenti per accompagnare riti, cerimonie, caccia e momenti di aggregazione. Con il passare dei millenni, le diverse civiltà del Vicino Oriente, dell'Egitto, della Grecia e di Roma perfezionarono questi strumenti, molti dei quali sono considerati gli antenati di quelli moderni.

1. Flauto in osso (circa 60.000–35.000 a.C.)

Tra i più antichi strumenti musicali conosciuti vi sono i flauti ricavati da ossa di animali, spesso di uccelli o mammut. Presentavano fori praticati con utensili in pietra e producevano suoni melodici grazie al passaggio dell'aria.

Secondo numerosi archeologi, questi strumenti erano probabilmente utilizzati durante rituali religiosi, cerimonie tribali e momenti di socializzazione. Alcuni reperti rinvenuti in Europa risalgono ad almeno 35.000 anni fa, mentre altri ritrovamenti sono oggetto di dibattito e potrebbero essere ancora più antichi.

2. Fischietti in osso e conchiglia

Molto diffusi durante il Paleolitico e il Neolitico, i fischietti erano realizzati utilizzando piccole ossa cave, denti o conchiglie marine. Producevano suoni acuti e semplici e probabilmente venivano impiegati sia per la comunicazione sia nei rituali.

3. Percussioni primitive

Le prime percussioni non erano strumenti costruiti, ma elementi naturali come pietre, tronchi cavi, legni battuti e ossa percosse tra loro. Con il tempo comparvero tamburi rivestiti di pelle animale, sonagli e bastoni ritmici.

Le percussioni accompagnavano danze, celebrazioni religiose e attività collettive, costituendo il primo vero supporto ritmico della musica umana.

4. Arpa

Le prime arpe comparvero in Mesopotamia ed Egitto intorno al IV-III millennio a.C. Erano costruite con una struttura in legno e corde ottenute da fibre vegetali o intestini animali.

Venivano utilizzate nelle corti reali, nei templi e durante le cerimonie religiose. Le raffigurazioni egizie mostrano musicisti che accompagnavano banchetti, processioni e rituali sacri.

5. Lira

La lira divenne uno degli strumenti simbolo delle civiltà mediterranee. Nata probabilmente in Mesopotamia, fu perfezionata dai Greci e successivamente adottata anche dai Romani.

Realizzata con una cassa armonica in legno e corde tese tra due bracci, accompagnava la poesia, il canto e l'insegnamento musicale. Era associata all'armonia, all'equilibrio e alla cultura.

6. Cetra (Kithara)

La kithara, antenata della cetra, era una versione più robusta e professionale della lira. Possedeva una struttura più grande e una maggiore potenza sonora.

Veniva utilizzata dai musicisti professionisti durante competizioni artistiche, spettacoli teatrali e celebrazioni religiose nell'antica Grecia.

7. Aulos

L'aulos era uno strumento a fiato costituito generalmente da due canne suonate contemporaneamente. Produceva un timbro intenso e penetrante.

Era impiegato durante tragedie teatrali, cerimonie religiose, processioni militari e competizioni sportive. A differenza della lira, era spesso associato al culto di Dioniso e alle emozioni più forti.

8. Siringa (Flauto di Pan)

La siringa era composta da una serie di canne di lunghezza diversa legate tra loro. Ogni canna produceva una nota differente.

Molto diffusa tra i pastori della Grecia e dell'Asia Minore, era collegata al mito del dio Pan e alla musica pastorale.

9. Trombe e corni

Le prime trombe furono realizzate in rame, bronzo, argento o persino con corna di animali. Egizi, Greci e Romani le utilizzavano soprattutto per impartire ordini militari, annunciare cerimonie pubbliche e accompagnare eventi solenni.

Tra gli strumenti più noti figurano il salpinx greco e il cornu romano.

10. Sistri

Il sistro era uno strumento a percussione tipico dell'antico Egitto. Costituito da un telaio metallico attraversato da aste mobili, produceva un caratteristico suono tintinnante quando veniva agitato.

Era utilizzato quasi esclusivamente durante i rituali religiosi dedicati alle divinità, in particolare alla dea Iside.

11. Cimbali e crotali

I cimbali consistevano in due piccoli dischi metallici percossi tra loro, mentre i crotali erano strumenti simili alle nacchere, spesso costruiti in legno o bronzo.

Entrambi accompagnavano danze, processioni e rappresentazioni teatrali nel mondo greco e romano.

12. Organo idraulico (Hydraulis)

Verso il III secolo a.C. comparve uno degli strumenti più sofisticati dell'antichità: l'hydraulis, considerato il primo organo della storia.

Inventato probabilmente ad Alessandria d'Egitto, utilizzava la pressione dell'acqua per regolare il flusso d'aria all'interno delle canne. Era impiegato durante spettacoli pubblici, feste e, successivamente, anche negli anfiteatri romani.

L'evoluzione degli strumenti musicali antichi

Tra il Paleolitico e l'Anno 0 gli strumenti musicali si evolsero da semplici oggetti naturali a sofisticati dispositivi costruiti con legno, metalli, corde e sistemi meccanici. Questa trasformazione riflette lo sviluppo delle civiltà antiche e la crescente importanza della musica nella religione, nel teatro, nella guerra e nella vita quotidiana.

Molti strumenti moderni, come il flauto, l'arpa, la cetra, l'organo e numerosi strumenti a percussione, affondano le proprie origini proprio nelle invenzioni realizzate dalle popolazioni preistoriche e dalle grandi civiltà del Mediterraneo e del Vicino Oriente.


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Strumenti antichi
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